Trofie liguri: una pasta fresca semplice da proporre a casa tua


Le trofie liguri sono un formato di pasta tipico della Riviera di Levante, in particolare della zona del golfo del Tigullio. Sono infatti note anche con il nome di trofiette di Recco e a Sori, amena cittadina non distante da Genova, vengono celebrate durante una sagra che richiama numerosi partecipanti.

Molte sono le varianti: nell’entroterra per esempio sono diffuse quelle realizzate con la farina di castagne, ma le originali sono preparate semplicemente con semola di grano duro e acqua. Il formato ricorda i trucioli che si creano piallando il legno. Sono dei semplici “vermetti” di pasta arricciati utilizzando il palmo della mano o le dita. Anche il nome potrebbe riferirsi al gesto di arricciare la pasta strofinandola sul piano di lavoro: in genovese “strufuggià” significa proprio strofinare. Il condimento ideale per le trofie è il pesto alla genovese, gustatene un buon piatto, accompagnandolo magari con un bicchiere di vino bianco ligure fresco, un vermentino o un pigato sono l’ideale.

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Come preparare le trofie fatte in casa:

In una ciotola setacciate la semola di grano duro e aggiungete il pizzico di sale. Aggiungete a filo l’acqua, mescolando con un cucchiaio di legno. Potreste non dover aggiungere tutta l’acqua indicata nella ricetta perché la farina ne assorbe una quantità variabile a seconda della sua qualità e dell’umidità presente nell’atmosfera. L’impasto non deve risultare appiccicoso.

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Dopo aver sommariamente impastato nella ciotola, trasferite l’mpasto sulla spianatoia e continuate a impastare a mano per una decina di minuti. Dovrete ottenere un impasto sodo e non umido. Se l’umidità fosse troppa, aggiungete altra semola.

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Quando avete ottenuto la consistenza desiderata, lasciate riposare l’impasto per una decina di minuti coperto dalla ciotola con cui avete impastato.

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Pulite la spianatoia dalla farina, altrimenti non riuscirete a far aderire la pasta per darle la caratteristica forma. Staccate dei cilindretti dalla pasta e create dei lunghi vermicelli arrotolando la pasta sulla spianatoia.

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Dividete a pezzi di tre cm circa il “verme” che avrete ottenuto.

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Con le dita o con il palmo della mano, cercate di dare la forma arrotolata.

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Per chi non ha molta manualità, con le dita è più semplice: fate scorrere il lato destro e quello sinistro della trofia in direzione opposta e la pasta acquisirà la forma arricciata.

Disponete le trofie su un vassoio cosparso di semola e lasciatele seccare per almeno un’ora.

Portate ad ebollizione una capiente pentola piena d’acqua in cui avrete messo un cucchiaio d’olio d’oliva per prevenire il problema della pasta che si attacca. Salate l’acqua e cuocete le trofie per quattro minuti circa, ma ovviamente assaggiate e valutate il punto di cottura che preferite.

Scolate e condite con il pesto alla genovese. Servite subito.

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Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g di semola rimacinata di grano duro per pasta fresca
  • 200 ml d’acqua
  • un pizzico di sale

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Valeria Poggi

Valeria è mamma, prof e (ogni tanto) blogger. Non riesce a trattenersi dal mettere le mani in pasta e il suo antistress preferito è accendere il forno. Tenta di conciliare le varie tradizioni culinarie della sua famiglia, Ligure, piemontese e Toscana, strizzando l'occhio spesso e volentieri a ciò che arriva da oltreoceano,ma soprattutto da oltremanica. Vive sulle alture dell'entroterra ligure con la sua famiglia e altri animali e si porta dietro la sua campagna dovunque vada e qualunque cosa faccia.

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