Pandolce genovese basso: un classico della tradizione ligure


I Genovesi si sa, sono un popolo di navigatori e mercanti e nella loro storia hanno avuto stretti contatti con l’oriente. Molte parole del dialetto genovese infatti derivano direttamente dall’arabo e anche alcuni piatti tipici affondano le proprie radici proprio in quei luoghi remoti dove Genova stabiliva le proprie basi commerciali. Anche il pandolce, il dolce tipico natalizio della città, ha origini orientali, in particolare persiane. Perfino la tradizione antica di servirlo in tavola guarnito da una foglia d’alloro, portato sul piatto dal più giovane della famiglia, deriva da usanze persiane relative ad omaggi alimentari al sovrano nei giorni di festa.

Questo dolce, che ricorda negli ingredienti il più noto panettone, è conosciuto nel mondo anglosassone col nome di Genoa cake ed esiste in due versioni: pandolce genovese alto e pandolce genovese basso. Quello alto prevede l’utilizzo del lievito di birra o, meglio ancora, del lievito madre, ma ha una lavorazione molto lunga e complessa. Quello basso che ho preparato per voi oggi invece utilizza il lievito chimico ed è decisamente più semplice e alla portata di tutti. La ricetta tradizionale prevede la presenza di uvetta, canditi e pinoli, sta a voi scegliere se sostituire o arricchire con altro (gocce di cioccolato, ad esempio) il vostro pandolce. Nella mia famiglia, ad esempio, omettiamo i canditi, ma per il resto restiamo fedeli a uvetta e pinoli.

pandolce genovese

Vediamo ora come preparare il pandolce genovese basso.

Preriscaldate il forno a 200°C, ventilato. Mettete nel mixer la farina con il burro, lo zucchero, le uova, l’acqua di fior d’arancio e la mezza bustina di lievito.

ingredienti pandolce

Impastate bene fino ad ottenere una massa morbida, elastica e profumata.

impasto pandolce

Aggiungete uvetta, pinoli e canditi e impastate ancora.

aggiunta uvetta e pinoli

Togliete l’impasto dal mixer e impastate a mano sulla spianatoia ancora per qualche minuto.

impasto pandolce

Dividete l’impasto in due o quattro parti uguali e formate dei pani a forma di cupola, che disporrete su una teglia rivestita da carta forno.

pandolce impastato

Con un coltello affilato tagliate sulla cima di ogni cupoletta il classico “triangolo” e infornate per circa 50 minuti, tenendo d’occhio attentamente la cottura, perché ogni forno è diverso e i tempi possono variare.

Ingredienti:

  • 500 g di farina manitoba
  • 150 g zucchero
  • 200 g di burro morbido
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di acqua di fior d’arancio (è la stessa che si usa per la pastiera, ma se non la trovate potete
  • sostituirla con del marsala o semplicemente con del latte)
  • Mezza bustina di lievito per dolci
  • 350 g di uvetta
  • 50 g di pinoli
  • 50 g di canditi (se vi piacciono)

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Valeria Poggi

Valeria è mamma, prof e (ogni tanto) blogger. Non riesce a trattenersi dal mettere le mani in pasta e il suo antistress preferito è accendere il forno. Tenta di conciliare le varie tradizioni culinarie della sua famiglia, Ligure, piemontese e Toscana, strizzando l'occhio spesso e volentieri a ciò che arriva da oltreoceano,ma soprattutto da oltremanica. Vive sulle alture dell'entroterra ligure con la sua famiglia e altri animali e si porta dietro la sua campagna dovunque vada e qualunque cosa faccia.

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