Castagne bollite secondo la tradizione dell’entroterra ligure


Le “pelate”: le castagne bollite secondo la tradizione dell’entroterra ligure

Con questa ricetta vi guido in un viaggio nel passato e nelle tradizioni dell’entroterra ligure, ma soprattutto in quelle della mia famiglia.

I mesi autunnali della mia infanzia erano resi profumati e gustosi dalle castagne, che mio nonno raccoglieva in grandi quantità nel nostro bosco e metteva ad asciugare sugli essiccatoi per qualche giorno, prima che fossero pronte per essere mangiate. Quando arrivava il momento, lui si sedeva al tavolo e ne sbucciava tantissime, poi mia nonna preparava un grande pentolone d’acqua sulla stufa, aggiungeva un mazzetto di finocchietto selvatico, le castagne e il sale grosso. Dopo pochi minuti la casa profumava divinamente ed ero certa che avrei avuto, dopo cena, un dessert fenomenale. E ne cuoceva così tante perché con quelle avanzate, nei giorni successivi, mio nonno si preparava la colazione: le tuffava nel caffelatte al posto dei biscotti. Un’abitudine un po’ bizzarra ai miei occhi di bambina, ma sicuramente da provare anche al giorno d’oggi.

Queste sono le “pelate”, “peae”, in dialetto genovese: le nostre castagne bollite, semplici e nutrienti. Vediamo come prepararle insieme.

castagne bollite

Come preparare le castagne bollite:

Sbucciate le castagne praticando prima un taglietto con la punta del coltello, poi fate leva con la lama e vedrete che la buccia verrà via facilmente. Questa  operazione sarà semplice con le castagne acquistate, che avranno già perso l’umidità perché raccolte da qualche tempo. Se utilizzate castagne raccolte da voi nei boschi, abbiate l’accortezza di lasciarle asciugare in un luogo caldo e secco per qualche giorno su una gratella prima di cimentarvi con la pelatura, altrimenti l’operazione sarà estremamente difficoltosa. Non rimuovete la pellicina chiara interna che le proteggerà durante la cottura.

castagne bollite

Preparate una pentola piena d’aqua fredda e tuffatevi dentro le castagne pelate, il mazzetto di finocchietto selvatico (o il sacchettino coi semi di finocchio) e il cucchiaio di sale grosso. Portate a bollore e calcolate circa 30 minuti di cottura dall’inizio dell’ebollizione. Tenete però d’occhio le castagne e pungetele di tanto in tanto con la forchetta per controllarle, perché i tempi dipendono molto dalla pezzatura e dal grado di essiccatura, potrebbero volerci anche solo 20 minuti o arrivare a 40. Le castagne saranno pronte quando saranno tenere ma non si spappoleranno. Lasciatele raffreddare qualche minuto e poi procedete, quando sono ancora calde ma riuscite a maneggiarle, alla rimozione della pellicina chiara. Potreste farlo anche quando sono completamente raffreddate, ma risulterebbe molto più ostico.

castagne bollite

Servite le castagne subito, ancora calde, ma sono ottime fredde o il giorno dopo, tuffate nel caffelatte come faceva mio nonno. Inoltre potete usarle come base per altre ricette, come il famoso Monte Bianco o il ripieno del tacchino in stile USA. A voi la scelta!

castagne bollite

Ingredienti x 4 persone:

  • 350 g di castagne medio – piccole (liguri o toscane le più adatte)
  • un mazzetto di finocchietto selvatico (in alternativa un cucchiaio di semi di finocchio chiusi in un sacchetto di garza)
  • un cucchiaio di sale grosso

castagne bollite


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Valeria Poggi

Valeria è mamma, prof e (ogni tanto) blogger. Non riesce a trattenersi dal mettere le mani in pasta e il suo antistress preferito è accendere il forno. Tenta di conciliare le varie tradizioni culinarie della sua famiglia, Ligure, piemontese e Toscana, strizzando l'occhio spesso e volentieri a ciò che arriva da oltreoceano,ma soprattutto da oltremanica. Vive sulle alture dell'entroterra ligure con la sua famiglia e altri animali e si porta dietro la sua campagna dovunque vada e qualunque cosa faccia.

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