Lampascioni, l’aperitivo pugliese


Gustare un aperitivo tra il rumore del mare, delle sue onde infinite, tra il tramonto del sole che si perde all’orizzonte, in un tuffo silenzioso e lento, in acque azzurre. L’odore del sale e i profumi dei prodotti tipici e locali di una terra che coniuga tradizione e innovazione sapientemente mischiati per offrire un’esperienza indimenticabile di gusti. E allora perché non assaggiare in questa atmosfera i lampascioni accompagnati da olive, taralli, focaccia e un buon calice di vino? Tutto pugliese ovviamente!

Lampascione, questo strano sconosciuto! Chissà, magari sarà capitato di vederlo e domandarsi sotto voce cosa fosse e come si potesse preparare. Beh, i lampascioni sono dei bulbi somiglianti vagamente alle cipolle, crescono sotto terra, in terreni incolti, senza necessitare di particolari attenzioni. Vengono raccolti rigorosamente a mano e da persone esperte, per evitare che possano essere confusi con altri bulbi velenosi. Si contraddistinguono per il loro sapore amarognolo. Sono non solo ricchi di sali minerali, flavonoidi, potassio, calcio, ferro, rame e fosforo ma hanno anche effetti  rinfrescanti, digestivi, diuretici, emollienti, lassativi e anti-infiammatori. Abbassano la pressione sanguigna e tengono sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo LDL, diminuiscono la percentuale di grassi nel sangue e prevengono la formazione di trombi, grazie alla quercetina apportano benefici all’attività respiratoria. Controindicati, però, in chi ha problemi al fegato, ai reni e in caso di ulcera. Il loro apporto calorico è minimo, solo 37 calorie per 100 grammi, pertanto, rappresentano un alimento sano sotto molti aspetti.

In cucina l’utilizzo di questi bulbi spazia su diversi fronti: semplicemente lessati e conditi con olio, conservati sott’olio, cotti sotto la brace, preparati per le frittatine o per le polpette, per accompagnare l’agnello al forno, pastellati. In ogni caso, il consiglio è di cucinarli e prepararli con molta semplicità, considerato che il loro sentore amarognolo ne denota il carattere pur tuttavia regalando un retrogusto dolce e delicato.

Tante sono le ricette pugliesi, povere e antiche, che vengono tramandate da tempo immemore, tra queste un posto speciale è riservato proprio ai lampascioni, una vera e propria leccornia di questa meravigliosa terra.

Vediamo come preparali.

lampascioni

Come prepare i lampascioni:

Sbucciamo i lampascioni andando a sfogliare qualche strato esterno. Usiamo i guanti perché questi bulbi, in particolare quando sono appena raccolti, rilasciano una sostanza collosa.

lampascioni appena raccolti

Asportiamo la base con le radici e procediamo ad incidere un taglio a croce, non molto profondo: aiuteremo,così, a migliorarne la cottura.

come preparare i lampascioni

Mettiamo i lampascioni in una capiente ciotola piena di acqua e laviamoli accuratamente più volte. Sciacquiamoli e lasciamoli in acqua pulita per un paio di ore.

come pulire i lampascioni

Portiamo a bollore acqua e aceto in una capiente pentola e versiamo poi i lampascioni ben scolati. Aggiungiamo un pizzico di sale. Lasciamoli cuocere finché non diventano di consistenza alquanto morbida, ma non troppo altrimenti si frantumeranno.

come cuocere i lampascioni

A cottura ultimata procediamo a toglierli dall’acqua e a lasciarli raffreddare.

lampascioni cotti

Potremo poi condire con olio, aglio tagliato a pezzettini e pepe macinato. Da servire interi o leggermente schiacciati con una forchetta, per chi preferisce.

Ingredienti:

  • 500 g lampascioni
  • 1 lt acqua
  • 500 ml aceto bianco
  • Pepe e sale q.b.
  • Olio e.v.o.
  • Aglio

Nota

I lampascioni erano noti già agli egizi, poi ai greci e passati ai romani. Infatti li troviamo nominati negli scritti di Dioscoride Pedanio, medico, botanico e farmacista greco che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone, di Galeno e di Ovidio nella sua Ars Amandi. Rinomati soprattutto per il loro incredibile potere afrodisiaco, non mancavano mai nei banchetti nuziali, come simbolo di buon auspicio per i novelli sposi.

Curiosità

Stando alla tradizione pugliese, con la mucillagine, presente nel bulbo del lampascione, è possibile “riparare” pentole di terracotta crepate. Infatti, basta semplicemente sfregare metà lampascione sulla parte crepata fino a che  la mucillagine avrà completamente coperto la crepa. Una volta essiccata sarà possibile utilizzare la pentola per molto tempo ancora.

Consigli

Questa modalità di cottura dei lampascioni si presta a più preparazioni. Infatti, possono essere conservati sott’olio, con l’aggiunta di aglio, menta e peperoncino, in barattoli sterilizzati; possono essere anche congelati per un paio di mesi; usati come ingrediente principale per le polpette, insieme alla mollica di pane sbriciolata e alle uova; ripassati al forno insieme alla carne e alle patate.


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