Churros: la ricetta, origini e curiosità sulle tapas dolci


churros

I churros sono le frittelle tipiche della cucina spagnola, considerate le tapas dolci fritte. Si preparano con pochi ingredienti la cui base è una pastella fritta leggermente salata. La loro particolarità è la forma cilindrica che si ottiene versando l’impasto nella churrera, vale a dire una classica siringa da pasticcere con il beccuccio a stella, l’impasto viene poi spremuto direttamente nella pentola di olio bollente. Sono tra i dolci spagnoli più conosciuti nel mondo, il cui impasto ricorda quello della pasta choux dei bignè.

In genere sono accompagnati da una tazza di cioccolata calda, ma sono buoni anche inzuppati nel caffè o nel cappuccino, infatti sono soliti essere consumati al bar per colazione e merenda, anche se sono delle bombe caloriche. Possiamo trovarli anche lungo le strade dai venditori ambulanti, come spuntino veloce o per sfamarsi al rientro da una notte in discoteca o da una delle tante feste che si prolungano fino all’alba.

Origini e storia

Ad ogni tradizione che regge, corrisponde una teoria o più teorie sulla storia della loro origine, ed è così anche nel caso dei Churros. Una delle tradizioni di Madrid è quella di degustare i churros comodamente seduti all’interno dei Las Churrerias, i locali storici suggestiva e affascinante che racchiudono gli aneddoti e i racconti più o meno antichi.

Secondo gli studiosi sono altre le versioni più accreditate sulla loro nascita. C’è chi nega la loro origine spagnola e la attribuisce ai Portoghesi che portarono questi dolci in Europa dall’Oriente, riproducendo il Youtiao (conosciuto come Youzagwei), ovvero delle strisce di pasta salate e fritte, servite a colazione e consumate con riso congee e tofu di latte. Da qui i discendenti churros, anche se molti sostengono che la forma originaria non fosse quella a stella che conosciamo oggi, proprio perché i portoghesi furono costretti a modificare l’aspetto di quella pasta perché in Cina, la condivisione delle conoscenze con gli stranieri era considerata un crimine capitale, vietata e punita rigorosamente.

La seconda teoria che è anche quella più accreditata tra gli storici e gli esperti del settore e che attribuisce l’origine dei churros ai pastori nomadi spagnoli che trascorrevano il loro tempo sulle alture della penisola iberica e, non potendo raggiungere le città per comprare il pane, si inventare un impasto da poter essere cotto in padella. A sostenere questa teoria c’è l’esistenza di una razza di pecore che si chiama la Navajo Churro, discendente delle pecore “Churra”, tipiche della penisola iberica, con le corna che ricordano la forma di questa pasta fritta.

I Conquistadores prima e gli immigrati spagnoli poi esportarono i churros in Centro e Sudamerica, dando vita ad altre varianti:

  • churros relleno argentino, cotti e ripieni, cosparsi di zucchero o farciti con cioccolato, sono chiamati anche dulce de leche ( molto simili alla variante messicana);
  • i guava filled churros cubani;
  • il dulce de leche-filled churro messicano;
  • chees filled churros uruguayani.

Poi sono nate anche altre versioni più moderne come:

  • churros al gusto Oreo, la variante americana, poi acquisita dall’Italia;
  • churros senza glutine, la versione con la farina di riso al posto della 00;
  • churros vegani: si fanno senza uova e il burro è sostituito dalla margarina.

Ingredienti e preparazione

Per preparare i churros occorrono:

  • 140 g di farina 00;
  • 200 ml di acqua;
  • 120 g di burro;
  • 100 g di zucchero semolato;
  • 2 uova;
  • 1 pizzico di sale;
  • zucchero a velo o semolato o cannella per cospargere i churros;
  • olio di semi di arachide per friggere.

Procedimento

Per preparare i churros bisogna far sciogliere il burro con l’acqua, lo zucchero e un pizzico di sale, portarlo ad ebollizione e aggiungere la farina ed impastare finché non si ottiene un impasto morbido. Si lascia riposare un po’. Aggiungiamo le uova una alla volta, e lavoriamole con le fruste fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Mettiamo l’impasto in una sac-a-poche munita di beccuccio a stella e premiamo direttamente nell’olio ben caldo realizzando dei bastoncini di circa 8-10 cm di lunghezza, che dovranno essere tagliati con le forbici così da fermare l’uscita dell’impasto.

Durante la cottura, giriamo i churros continuamente, così da farli dorare bene su tutti i lati;, ci vorrà qualche minuto. Una volta fritti adagiamoli su un piatto con della carta da cucina in modo da assorbire l’olio in eccesso e cospargiamoli con lo zucchero semolato. I churros vanno serviti caldi.

È possibile conservare l’impasto in frigorifero, direttamente nella sacca da pasticcere, ma ricordatevi che può essere preservato per un massimo di 12 ore.

In alternativa all’impasto classico si può aggiungere della cannella, a proprio piacimento.

Churros al forno per una maggiore leggerezza

Per una maggiore leggerezza, un’alternativa alla frittura è la cottura a forno che rende i churros più leggeri (ma sappiamo tutti che non è lo stesso). L’importante è preriscaldare il forno a 200° mentre prepariamo l’impasto, sistemare le strisce su una placca foderata di carta da forno, spennellarle con dell’acqua ed infornarle per 40 a minuti a 200° statico, continuando poi 20 minuti a 160° per farli asciugare fino alla completa doratura.Si consiglia di lasciarli nel forno spento ancora per qualche minuto prima di sfornarli. Spolverateli poi con lo zucchero a velo.

Curiosità: churros dolci e salati

I Churros possono essere al naturale, ricoperti da una leggera spolverata di zucchero a velo, cioccolato fuso, crema o caramello oppure in versione salata e non è raro trovarli all’aglio o alla crema di baccalà.

Le varianti principali sono due: i los parros ossia dei churros più grossi, con il bicarbonato nell’impasto per ottenere croccantezza e una maggiore areazione all’interno, e i los bunelos, caratteristici della festività di Ognissanti, la cui forma ricorda quella di una ciambella, e arricchiti da un goloso ripieno al cioccolato, alla crema di caffè o alla crema pasticcera.

 


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